3.14.2006

I Frutti (marci) dell'Albero

Mentre si consuma la "lotta politica" mediatica, tra faccia (da culo) a faccia (da culo), screzi, liti e accordi instabili, ecco che si rischia di perdere di vista qualche manovra nell'ombra che se proprio vogliamo definirla, possiamo chiamarla elettorale, ma che a mio parere, non è decifrabile senza scadere nell'offesa. Succede infatti che nell'ultimo mese ai parroci italiani, alle singole parrocchie, insomma a tutte le strutture di Chiesa presenti nel territorio, l'ex sindaco comunista di Fivizzano (MS) On. Sandro Bondi, abbia spedito una lettera accompagnata da relativo opuscolo dal titolo "I frutti e l'albero. Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa". Qui se proprio volete, il Pdf. Già dal titolo viene da grattarsi, se poi si vuole leggere tutto, si passa direttamente al livello orticaria... Una cozzaglia di bugie, menzogne, distorsioni della realtà che sono anche poca cosa di fronte all'arroganza con la quale vengono presentate alcune decisioni e scelte del governo: la guerra su tutte.
Sia chiaro, in modo particolare (vuoi perchè c'è di mezzo Bondi e Forza Italia, verso i quali non trovo alcun punto di contatto), trovo irrispettoso e inconcepibile tale libello, ma in generale, qualunque forma di tentativo di tirare il prete per la giacca, mi fa l'effetto contrario e mi sembra fuori luogo. Lo dico perchè seppur sembra chiaro che non ho molta simpatia verso chi attualmente governa, la penso come Beppe Grillo, il quale afferma ogni volta nei suoi spettacoli, che in Italia siamo sempre costretti alla scelta tra Il Peggio e il Leggermente Meno Peggio: la miglior difesa sarebbe non votare nessuno, ma io sinceramente preferisco dire la mia.
Tornando ai frutti dell'albero, forse, non ho molta autorità per prendere posizioni irremovibili. Meglio allora che leggiate le reazioni del mondo cattolico, o almeno di una parte di esso. Eccone un estratto:
(Grazie a Paolo Saitti per questa segnalazione)

Puntuale e secca risposta di mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi, all'opuscolo inviato da Forza Italia a 25mila parroci italiani, comunità religiose, gruppi e movimenti dal titolo "I frutti e l'albero" (qui in formato pdf) in cui si presentano "Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa". "Come credenti da sempre impegnati nelle nostre comunità non possiamo tacere lo sconcerto e lo stupore per questa pubblicazione" - scrive mons. Valentinetti. "Non ci sembra che in questi ultimi tempi ci siano state date indicazioni sul ricompattamento dei cattolici in politica". "Non possiamo accettare che alcun partito si presenti come garante della Dottrina Sociale della Chiesa" che ribadisce chiaro: "Non si tenti di comprarci".

Nella lettera aperta al Coordinatore di Forza Italia, Pax Christi ribadisce lo stupore o meglio, "l'indignazione per aver avuto l'ardire di affermare che molti provvedimenti dell'attuale Governo sono in "forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa". E critica tutta una serie di provvedimenti del Governo Berlusconi dalle leggi "ad personam" alla Bossi-Fini, al mancato sostegno alla cooperazione internazionale all'incremento inarrestabile delle spese militari, al sostegno alla guerra in Iraq. "Ci indigna l'arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l'uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. E' un'offesa alla serietà della politica. E' un'offesa alla Dottrina sociale della Chiesa. E, se permette, è un'offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra. Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico" - conclude la lettera aperta di Pax Christi.

Fonte: http://unimondo.oneworld.net/article/view/129050/1/

1 commento:

dèzzamòre ha detto...

come ti accennavo stamani, pensavo seriamente di aderire al movimento "la rosa in quel posto", segnalato da L.Littizzetto. In fondo, se penso che da giovane sentivo dire "ti spunta un fiore in bocca", la rosa in quel posto diventa un emblematico segno dei tempi, in cui gli eventi della vita ti portano a considerare, con malcelata disillusione, dove hai la sensazione che ti vadano a finire le cose. E allora? beh, cerchiamo di togliere almeno le spine, che a farci del male siamo sempre in tempo...